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India

L'India è un intricato mosaico che accende la curiosità dei viaggiatori, scuote i sensi e riscalda l'anima di chi lo visita. Chi ci ha viaggiato non ha dubbi: un'esperienza in India non si dimentica facilmente.

Da templi tranquilli a feste esuberanti, da montagne spolverate di neve a spiagge assolate, da villaggi illuminati dalle lanterne a città enormi e frenetiche. Scopri i nostri itinerari ed innamorati anche tu dell'India!

Domande frequenti

Tutto quello che devi sapere sui viaggi di gruppo in India

Perché scegliere KeTrip per un viaggio di gruppo in India?

Un viaggio di gruppo KeTrip in India ha un coordinatore che accompagna i partecipanti per tutto il viaggio e gestisce spostamenti, attività e imprevisti. Il volo è incluso, insieme all’assicurazione annullamento, sanitaria e bagaglio, e gli itinerari uniscono i grandi monumenti del Paese a esperienze di vita locale, tra mercati, villaggi e cucina di strada.

L’India può sembrare complessa da organizzare da soli, tra distanze enormi, traffico e mille stimoli. In gruppo la si scopre con più tranquillità, accompagnati da guide locali nei luoghi principali, condividendo con altre persone curiose le emozioni di un Paese che non lascia indifferenti.

Serve il visto per andare in India?

Sì, per andare in India come turisti serve il visto, che si richiede online sul portale ufficiale del governo indiano come e-Visa turistico. Serve un passaporto con almeno sei mesi di validità residua e due pagine libere, una foto in formato digitale e la scansione della pagina del passaporto con i dati.

Prima dell’arrivo va compilata anche la e-Arrival Card, gratuita, entro le 72 ore precedenti l’atterraggio: alla fine si riceve un codice QR da mostrare all’immigrazione. Conviene chiedere il visto solo sul sito ufficiale, evitando i siti intermediari che applicano commissioni, e verificare le regole aggiornate su viaggiaresicuri.it.

Qual è il periodo migliore per andare in India?

Per gran parte dell’India il periodo migliore va da ottobre a marzo, con clima secco e temperature piacevoli sia al nord, in Rajasthan e lungo il Gange, sia al sud, in Kerala e Tamil Nadu. Da aprile a giugno le pianure diventano molto calde, mentre da giugno a settembre arriva il monsone, con piogge intense.

L’India è così grande che ogni stagione ha le sue mete: nei mesi più caldi sono ideali le regioni himalayane come il Ladakh, e il monsone rende verdissime le campagne. In inverno al nord le notti possono essere fresche, mentre al sud il clima resta tropicale tutto l’anno.

Meglio l’India del Nord o l’India del Sud?

Dipende da cosa si cerca: l’India del Nord è quella del Taj Mahal, dei forti e dei palazzi del Rajasthan, di Delhi e di Varanasi sul Gange, mentre l’India del Sud è più tropicale, con i grandi templi dravidici del Tamil Nadu, le backwaters, le piantagioni di tè e le spiagge del Kerala.

Il nord ha ritmi più intensi e una storia segnata dagli imperi moghul e dai regni rajput; il sud è spesso considerato più rilassato, con una cucina diversa a base di riso, cocco e spezie. Per un primo viaggio molti scelgono il nord, ma entrambe le metà del Paese meritano un viaggio dedicato.

Quanti giorni servono per un viaggio in India?

Per un viaggio in India servono almeno 10-14 giorni, il tempo giusto per scoprire una sola regione o un itinerario classico senza correre. L’India è enorme e gli spostamenti richiedono tempo, tra strade trafficate, treni e voli interni, quindi è meglio scegliere un’area e visitarla con calma invece di voler vedere tutto.

Chi ha più tempo può unire due regioni vicine, come il Rajasthan e Varanasi o il Tamil Nadu e il Kerala. Molte persone tornano in India più volte, ogni volta in una parte diversa, perché il Paese è vario come un intero continente.

Quanto dura il volo per l’India e che fuso orario c’è?

Un volo diretto per Delhi dura circa 8 ore, mentre con uno scalo, spesso in Medio Oriente, il viaggio dura in genere tra le 11 e le 16 ore. Per il sud dell’India, verso Kochi, Chennai o Bangalore, si vola quasi sempre con uno scalo.

L’India ha un solo fuso orario per tutto il Paese, con 4 ore e mezza di differenza rispetto all’Italia, che scendono a 3 ore e mezza quando da noi è in vigore l’ora legale. Molti voli arrivano di notte o al mattino presto, quindi il primo giorno conviene prendersela comoda.

Che moneta si usa in India?

In India si usa la rupia indiana (INR), che si può cambiare solo una volta arrivati e non si può portare fuori dal Paese. Le carte di credito sono accettate in hotel, ristoranti e negozi delle città, mentre per mercati, tuk tuk, piccoli acquisti e mance servono i contanti, che si prelevano agli sportelli automatici.

Gli sportelli automatici sono diffusi nelle città, ma non sempre accettano tutte le carte, quindi conviene averne più di una. La mancia è una consuetudine per guide, autisti e personale degli hotel, e nei mercati contrattare fa parte del gioco, sempre con il sorriso.

L’India è sicura?

Sì, le principali mete turistiche dell’India si visitano con tranquillità, con le attenzioni di qualsiasi grande Paese: occhio al traffico, ai borseggi nei luoghi affollati e alle piccole truffe ai turisti, come le false guide o i negozi consigliati con insistenza. Prima di partire conviene consultare viaggiaresicuri.it per le informazioni aggiornate.

Nei viaggi di gruppo KeTrip il coordinatore e le guide locali aiutano a muoversi tra mercati, stazioni e luoghi molto frequentati. Un abbigliamento discreto, che copra spalle e gambe, aiuta a passare inosservati e a sentirsi a proprio agio, soprattutto nelle zone rurali e nei luoghi di culto.

Servono vaccinazioni per andare in India?

No, per entrare in India dall’Italia non è richiesta nessuna vaccinazione obbligatoria: il certificato contro la febbre gialla serve solo a chi arriva da Paesi a rischio. Per i consigli sanitari conviene consultare viaggiaresicuri.it e rivolgersi per tempo a un centro di Medicina dei Viaggi o alla propria ASL.

In viaggio è buona regola bere solo acqua in bottiglia sigillata e fare attenzione a cibi crudi e frutta già tagliata. Nei viaggi di gruppo KeTrip l’assicurazione sanitaria è sempre inclusa.

Come ci si veste per un viaggio in India?

In India conviene vestirsi con abiti leggeri e coprenti, che lascino scoperte il meno possibile spalle e gambe, soprattutto nei templi, nelle moschee e nelle zone rurali. Nei luoghi di culto ci si toglie le scarpe, e nei templi sikh, i gurdwara, anche la testa va coperta, con un foulard o una bandana.

Cotone e lino sono perfetti per il caldo, e un foulard grande è utile per coprirsi all’occorrenza. Al nord, in inverno, le sere e le mattine possono essere fresche, quindi serve anche un pile o una felpa; i sandali facili da togliere sono comodissimi per le visite ai templi.

Che lingua si parla in India?

In India le lingue ufficiali dello Stato centrale sono l’hindi e l’inglese, mentre la Costituzione riconosce in tutto 22 lingue, tra cui il bengali, il tamil e il malayalam, e ogni regione ha la propria. L’inglese è molto diffuso negli hotel, nei ristoranti e nei luoghi turistici, quindi ci si fa capire facilmente.

Il saluto più usato è namaste, accompagnato dalle mani giunte davanti al petto, che si usa sia per salutare sia per ringraziare. Al sud, dove l’hindi è meno parlato, è comune sentire le lingue locali, come il tamil in Tamil Nadu e il malayalam in Kerala.

Cosa vedere in India?

In India non possono mancare il Taj Mahal ad Agra, i forti e i palazzi del Rajasthan, con Jaipur, Jodhpur e Udaipur, Varanasi con i suoi ghat sul Gange e Delhi, tra monumenti moghul e bazar. Al sud spiccano i templi del Tamil Nadu, come quello di Madurai, e le backwaters e le piantagioni di tè del Kerala.

Il Paese ha più di quaranta siti patrimonio UNESCO, dai templi di Khajuraho alle rovine di Hampi. Chi ama la montagna può scegliere il Ladakh o il Sikkim, sull’Himalaya, mentre chi cerca il mare trova spiagge a Goa e lungo la costa del Kerala.

Cosa si mangia in India?

La cucina indiana cambia da regione a regione: al nord si mangiano pane naan cotto nel forno tandoor, dal di lenticchie, curry e biryani, mentre al sud dominano riso, cocco e piatti come la dosa, una crespella croccante, e il thali servito su una foglia di banano. Ovunque si trovano tantissimi piatti vegetariani.

Lo street food è una parte fondamentale dell’esperienza, dai samosa ai dolci fritti come le jalebi, sempre scegliendo bancarelle frequentate e cibi cotti al momento. La cucina è spesso speziata e piccante, ma si può chiedere una versione più delicata, e il chai, il tè con latte e spezie, accompagna ogni momento della giornata.

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