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Argentina

L'Argentina non è solo tango e gauchos, è anche un insieme variegato di meraviglie naturali, che spaziano dai deserti del nord alla cordigliera delle Ande, dalle cascate di Iguazù ai selvaggi paesaggi della Patagonia.

Questo splendido paese ti entrerà nel cuore, con l'energia ed il fascino dei suoi incredibili paesaggi e del resiliente popolo argentino. Ecco i nostri itinerari!

Domande frequenti

Tutto quello che devi sapere sui viaggi di gruppo in Argentina

Perché scegliere KeTrip per un viaggio organizzato in Argentina?

In un viaggio KeTrip in Argentina si parte in gruppo, con un coordinatore presente per tutto il viaggio che organizza le giornate e gestisce spostamenti e imprevisti. Il volo intercontinentale è incluso, così come l’assicurazione annullamento, sanitaria e bagaglio, sempre compresa in tutti i viaggi KeTrip, e gli itinerari alternano città, natura e attività all’aria aperta.

L’Argentina è grande quasi dieci volte l’Italia, e un itinerario costruito con cura fa la differenza: i viaggi KeTrip concentrano il tempo nelle zone più spettacolari, organizzano in anticipo trasferimenti, pernottamenti ed escursioni principali e lasciano spazio al ritmo argentino, fatto di cene tardi e lunghe chiacchierate. Si viaggia leggeri, con il solo bagaglio a mano. Spesso chi si iscrive non conosce nessuno del gruppo e torna a casa con nuove amicizie, nate davanti a un asado o passandosi il mate.

Qual è il periodo migliore per andare in Argentina?

L’Argentina si visita tutto l’anno, perché si estende dai tropici fino alla Terra del Fuoco e ogni regione ha la sua stagione. In Patagonia l’estate australe, da novembre a marzo, porta giornate lunghissime e la stagione dei trekking, mentre il nord-ovest e Buenos Aires sono piacevoli anche in autunno, inverno e primavera.

Le stagioni sono invertite rispetto all’Italia: l’estate va da dicembre a febbraio e l’inverno da giugno ad agosto. A Buenos Aires, tra ottobre e novembre, i viali si colorano di viola con la fioritura dei jacarandá, e l’autunno è mite. Nel nord-ovest l’inverno australe è secco e soleggiato, ideale per le strade d’alta quota, mentre a Iguazú fa caldo tutto l’anno. Sulla penisola di Valdés le balene franche australi si avvistano da giugno a dicembre. In inverno Ushuaia diventa una meta di neve, con piste da sci e slitte trainate dai cani, e a inizio marzo Mendoza festeggia la vendemmia con la Fiesta de la Vendimia.

Quanti giorni servono per visitare l’Argentina?

Per un primo viaggio in Argentina servono almeno due settimane, concentrandosi su una o due regioni, perché le distanze sono enormi: tra Buenos Aires e Ushuaia ci sono oltre 2.300 chilometri in linea d’aria. Con una decina di giorni si visita bene la Patagonia, con tre settimane si uniscono Patagonia, Buenos Aires e Iguazú o il nord-ovest.

Per guadagnare tempo i tratti più lunghi si fanno con i voli interni, che collegano Buenos Aires con la Patagonia, Iguazú, Salta e Mendoza in poche ore. La Patagonia da sola merita più giorni, perché trekking e navigazioni tra i ghiacciai dipendono spesso dal meteo, e qualche margine permette di non rinunciare alle esperienze più belle. Di solito il primo e l’ultimo giorno si passano a Buenos Aires, dove arrivano e partono i voli internazionali, e una sera in una parrilla o in una milonga è il modo migliore per entrare nel ritmo argentino.

Quali documenti servono per andare in Argentina?

Per entrare in Argentina serve il passaporto, valido per tutta la durata del soggiorno. Chi ha la cittadinanza italiana non ha bisogno del visto per soggiorni turistici fino a 90 giorni. All’arrivo la polizia di frontiera registra l’ingresso e può chiedere di mostrare il biglietto di ritorno.

Dal 2025 chi entra come turista deve avere anche un’assicurazione sanitaria valida per tutto il soggiorno. Una copia digitale del passaporto, conservata separata dall’originale, è utile in caso di smarrimento. Le regole possono cambiare: prima di partire conviene sempre verificare la scheda Argentina su viaggiaresicuri.it.

Serve l’assicurazione sanitaria per andare in Argentina?

Sì: dal 2025 l’Argentina chiede ai turisti stranieri di avere un’assicurazione sanitaria valida per tutto il soggiorno, e gli ospedali pubblici possono far pagare le cure non urgenti a chi non è residente. Nei viaggi KeTrip l’assicurazione sanitaria è sempre inclusa, insieme alle coperture per annullamento e bagaglio.

La regola è stata introdotta con il Decreto 366/2025, che ha riformato le norme sull’immigrazione: all’ingresso può essere chiesto di dichiarare la propria copertura sanitaria, e la legge permette di respingere chi non è in regola. Prima di partire conviene controllare i massimali della polizza, perché in Argentina le cure private sono costose, soprattutto lontano dalle grandi città. Le informazioni aggiornate sono sulla scheda Argentina di viaggiaresicuri.it.

Servono vaccinazioni per andare in Argentina?

Per entrare in Argentina non è richiesta nessuna vaccinazione obbligatoria a chi arriva dall’Italia. Per alcune zone del nord, come l’area delle cascate di Iguazú, può essere consigliata la vaccinazione contro la febbre gialla: prima di partire conviene rivolgersi a un centro di Medicina dei Viaggi, che valuta l’itinerario e la situazione personale.

Nelle province del nord, soprattutto in estate, le zanzare possono trasmettere malattie come la dengue, quindi sono utili repellenti e abiti lunghi la sera. Gli eventuali farmaci personali vanno portati nel bagaglio a mano, insieme alla prescrizione. Le indicazioni sanitarie aggiornate si trovano sulla scheda Argentina di viaggiaresicuri.it.

Che moneta si usa in Argentina?

In Argentina si usa il peso argentino (ARS). Le carte di credito e di debito sono accettate quasi ovunque nelle città e nelle località turistiche, anche in Patagonia, ma conviene avere qualche contante per mance, piccoli negozi e mercati. I prezzi in pesos vengono aggiornati spesso, quindi le cifre trovate online possono essere già superate.

Con le carte straniere il cambio applicato è vicino a quello di mercato, e in molti negozi si paga contactless. I bancomat applicano commissioni alte a ogni prelievo e hanno limiti bassi, quindi conviene portare un po’ di euro o dollari in contanti, da cambiare nelle casas de cambio delle città. Nei ristoranti la mancia, la propina, di solito non è compresa nel conto e si lascia intorno al 10%, spesso in contanti. Le banconote più usate sono quelle da 10.000 e 20.000 pesos, e conviene tenere anche qualche taglio piccolo.

Quanto dura il volo per l’Argentina?

Un volo diretto per Buenos Aires dura circa 13-14 ore, mentre con uno scalo in Europa o in Sud America servono di solito tra le 15 e le 20 ore. I voli internazionali atterrano all’aeroporto di Ezeiza, a circa 35 chilometri dal centro di Buenos Aires, da cui si raggiunge la città in meno di un’ora.

L’Argentina non adotta l’ora legale: è indietro di quattro ore rispetto all’Italia quando in Italia c’è l’ora solare, e di cinque ore con l’ora legale italiana. I voli interni per la Patagonia, Iguazú e il nord partono in gran parte dall’Aeroparque Jorge Newbery, l’aeroporto cittadino affacciato sul Río de la Plata, a circa un’ora di strada da Ezeiza. In aereo le grandi distanze si accorciano: da Buenos Aires si arriva a Ushuaia o a El Calafate in poco più di tre ore.

Cosa si mangia in Argentina?

In Argentina il piatto simbolo è l’asado, la carne di manzo cotta lentamente alla brace, servita nelle parrillas con il chimichurri e un bicchiere di Malbec. Molto diffuse anche le empanadas, fagottini ripieni di carne o formaggio, e il dulce de leche, una crema di latte caramellato che si trova in dolci e gelati.

La cucina argentina deve molto all’Italia: pizza, pasta fresca, milanesa e gelato artigianale si trovano ovunque, eredità della grande emigrazione italiana tra Ottocento e Novecento. In Patagonia si mangiano il cordero al asador, l’agnello cotto lentamente allo spiedo accanto al fuoco, la trota e la centolla, il granchio reale della Terra del Fuoco. Il mate, un infuso di erba amara bevuto con una cannuccia di metallo e condiviso in compagnia, è un rito quotidiano. Si cena tardi, raramente prima delle 21, e tra i dolci tipici ci sono gli alfajores, biscotti ripieni di dulce de leche.

Che lingua si parla in Argentina?

In Argentina si parla lo spagnolo, nella variante rioplatense, riconoscibile per l’intonazione e per l’uso del vos al posto del tú. Per chi parla italiano è una delle varianti più facili da capire, anche perché l’accento argentino, nato dall’incontro con milioni di emigrati italiani, ha una cadenza molto vicina alla nostra.

Circa metà della popolazione argentina ha origini italiane, e la lingua lo mostra: nel lunfardo, lo slang di Buenos Aires, si dice laburar per lavorare e chau per salutare, e tanti cognomi sono italiani. Molto usato anche l’intercalare che, con cui ci si rivolge a qualcuno, da cui viene il soprannome di Ernesto Guevara. Nelle località turistiche c’è chi parla inglese, ma qualche parola di spagnolo aiuta nei negozi e nei ristoranti ed è sempre apprezzata.

Patagonia argentina o cilena: quale scegliere?

Dipende da cosa si cerca, e spesso le due si uniscono nello stesso viaggio. Nella Patagonia argentina ci sono il ghiacciaio Perito Moreno, il Fitz Roy e il Cerro Torre a El Chaltén, Ushuaia con il Canale di Beagle e la penisola di Valdés; in quella cilena il parco di Torres del Paine, i fiordi e la Carretera Austral.

Il versante argentino è fatto di grandi spazi: la steppa attraversata dalla Ruta 40, laghi glaciali dall’acqua turchese e una costa atlantica ricca di fauna, con balene, elefanti marini e colonie di pinguini. El Chaltén, fondato nel 1985 ai piedi del Fitz Roy, è la capitale nazionale del trekking, con sentieri che partono direttamente dal paese, mentre Ushuaia è considerata la città più a sud del mondo. Il lato cileno è più piovoso e frastagliato, tra fiordi, foreste e ghiacciai che scendono verso il Pacifico. I due versanti sono collegati da diversi valichi di frontiera: da El Calafate a Puerto Natales, la base per Torres del Paine, ci vogliono alcune ore di strada.

È sicuro viaggiare in Argentina?

Sì, l’Argentina si visita senza particolari problemi, con le attenzioni che servono in qualsiasi grande Paese. A Buenos Aires conviene fare attenzione a borseggi e scippi nelle zone affollate e sui mezzi pubblici, mentre la Patagonia, con i suoi paesi piccoli e tranquilli, è considerata una delle zone più sicure del Paese.

Nelle città conviene tenere il telefono in tasca quando si cammina, lasciare in hotel passaporto e oggetti di valore che non servono e muoversi la sera con taxi o auto con conducente prenotate tramite app. A La Boca le strade colorate del Caminito si visitano di giorno, restando nella zona turistica. Nel centro di Buenos Aires le manifestazioni sono frequenti e di solito pacifiche, ma è meglio tenersi a distanza. In gruppo gli spostamenti sono più semplici; le informazioni aggiornate si trovano sulla scheda Argentina di viaggiaresicuri.it.

Cosa vedere in Argentina?

In Argentina le tappe più famose sono Buenos Aires, le cascate di Iguazú al confine con il Brasile e la Patagonia, con il ghiacciaio Perito Moreno, il Fitz Roy e Ushuaia, sulla Terra del Fuoco. Nel nord-ovest ci sono le montagne colorate di Salta e Jujuy, a ovest Mendoza, con i vigneti ai piedi delle Ande.

L’Argentina è lunga quasi 3.700 chilometri e ogni regione ha un paesaggio diverso. Sulla costa atlantica la penisola di Valdés è uno dei posti migliori per vedere balene, elefanti marini e pinguini, mentre a Bariloche, sulle Ande, laghi e boschi ricordano le Alpi. Nel nord-ovest la Quebrada de Humahuaca, patrimonio UNESCO, attraversa villaggi andini e rocce di mille colori, e le Salinas Grandes sono un’enorme distesa di sale a circa 3.400 metri. Vicino a Mendoza si alza l’Aconcagua, che con i suoi 6.961 metri è la vetta più alta delle Americhe.

Qualcuno ha detto America Latina?

Il Sudamerica ha un fascino irresistibile: ogni suo paese ha delle caratteristiche peculiari, la sua identità forte. Non solo Argentina... nei nostri viaggi di gruppo ti portiamo alla scoperta di tantissimi luoghi dell'America Latina. Colombia, Brasile, Perù e tanti altri, non hai che l'imbarazzo della scelta!

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